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Videosorveglianza a scuola: a favore o contro?

Videosorveglianza a scuola: un tema ancora molto dibattuto, che vede in campo parti contrarie e a favore. Quali sono i soggetti coinvolti? E quali le motivazioni che ostacolano l'installazione?

Videosorveglianza a scuola: a favore o contro?

“Oramai non passa giorno senza che i mass media riportino notizie di violenze nelle scuole sia ad opera di maestre e insegnanti, sia da parte degli stessi studenti”. Queste le parole di Carlo Rienzo, presidente Codacons che il 24 aprile 2018 ha messo in luce problematiche già note ai molti italiani interessati ai fatti di cronaca.

Il Parlamento italiano ha cercato di individuare una soluzione proponendo disegni di legge sull’introduzione di un sistema di videosorveglianza per scuole d’infanzia asili nido e, nonché strutture socio-assistenziali per anziani, disabili e minori in situazioni di disagio.

Ne segue che le riprese dei cosiddetti “studenti-cameramen”, ovvero di adolescenti impegnati a filmare e a pubblicare con il proprio smartphone episodi di aggressione nei confronti dei propri coetanei, vengano sostituite con riprese delle telecamere di videosorveglianza installate appositamente dalle istituzioni come efficace deterrente contro gli alunni-bulli e i docenti-mostro.

In particolare si tratta di sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso, le cui immagini sono cifrate al momento dell’acquisizione all’interno delle telecamere, con modalità atte a garantire la sicurezza dei dati trattati e la loro protezione da accessi abusivi. Solo l’autorità giudiziaria, infatti, “in caso di una notizia di reato” può visionare i video delle telecamere installate con l’assenso della rappresentanza sindacale e in mancanza di accordo con l’autorizzazione dell’Ispettorato del lavoro.

Ma chi sono i soggetti a favore e contro l’installazione di telecamere all’interno di strutture scolastiche e socio assistenziali e perché?

A favore della videosorveglianza a scuola

Il Garante per l’infanzia e il Garante Privacy ritengono fondato l’impiego della videosorveglianza per tutelare bambini e anziani. Allo stesso tempo, però, sottolineano l’importanza di una formazione di qualità per gli educatori, in quanto la sola tecnologia non riuscirebbe a risolvere il problema della violenza.

Anche molti cittadini, soprattutto genitori, invocano la presenza delle telecamere nelle strutture in cui si lavora con i minori, con disabili e anziani per una maggiore sicurezza del benessere dei propri cari.

Contro la videosorveglianza a scuola

L’Autorità per la protezione dei dati personali critica la legittimazione dell’impiego delle telecamere quando la tutela dei soggetti fragili può avvenire efficacemente anche con altri mezzi meno invasivi.

Tale questione non ha portato consensi unanimi nemmeno fra insegnanti, i quali, in base ad un sondaggio della Tecnica della Scuola svolto nel 2016, hanno considerato la videosorveglianza un’iniziativa lesiva della privacy.

A tal proposito anche i sindacati sembrano supportare il personale scolastico parlando impropriamente di “Grande Fratello” al solo scopo di difendere la categoria.

Probabilmente oggi, alla luce di recenti accadimenti di cronaca, il personale scolastico non sarebbe più dello stesso parere, preferendo la tutela della propria incolumità rispetto a quella della privacy.

“I sistemi di videosorveglianza nelle aule sono l’unica possibilità per evitare bullismo, maltrattamenti e veri e propri crimini che purtroppo, come ci insegnano i fatti di cronaca, sono sempre più numerosi nelle scuole italiane e aumentano di giorno in giorno. Riprese che devono essere utilizzare non per controllare i lavoratori ma al solo scopo di evitare abusi e punire reati” conclude così il presidente Codacons.

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